Delle città dove sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e di malinconia.
Giovanni Pascoli

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l'Italia di Amandatour

La festa è iniziata

Il sipario si è ufficialmente alzato su Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Quattro grandi mostre, 60 progetti che spaziano dall’arte alla musica, dalle scienze al teatro, ed eventi a cadenza quasi quotidiana, animeranno per un anno intero la città dei Sassi e tanti comuni di una Basilicata tutta da scoprire.

Tradizione e innovazione si intersecheranno e le bellezze cittadine e locali diventeranno protagoniste grazie anche alla collaborazione di 27 paesi europei e di numerose regioni italiane.

Al costo di soli 19 euro sarà possibile acquistare il Passaporto Culturale con cui accedere a tutti gli eventi e a tutte le iniziative.

Un anno di magnifiche mostre

Tra i numerosi eventi espositivi previsti nel corso del 2019, ricordiamo alcune mostre di particolare richiamo. 

 

ARS EXCAVANDI
Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” e Ipogei di Palazzo Lanfranchi

Dal 20 gennaio al 31 luglio 2019

La mostra internazionale “Ars Excavandi” è la prima indagine sull’arte e le pratiche di scavo che danno luogo ad architetture, civiltà e paesaggi rupestri attraverso i secoli. Il percorso espositivo rilegge da una prospettiva contemporanea la cultura dell’arte ipogea dal primo uso di cavità naturali alla realizzazione di grotte, abitazioni, monumenti, canali, città e paesaggi basati sullo scavo.

L’arco temporale spazia dal Paleolitico al presente. La mostra si snoda attraverso ambienti ipogei appositamente allestiti.

Curatore del progetto è l’architetto Pietro Laureano, tra i massimi esperti mondiali dell’argomento nonché autore del dossier grazie al quale Matera è entrata a far parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO nel 1993 (primo sito dell’Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento).

 

RINASCIMENTO VISTO DA SUD
Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Palazzo Lanfranchi

Dal 18 aprile al 19 agosto 2019

La luminosa stagione dell’arte tra il Quattrocento e il Cinquecento vista da una prospettiva inconsueta: quella del Mare Nostrum, per mappare le rotte degli scambi culturali che furono alla base di una fioritura artistica che corre parallela alle narrazioni dominanti.
Al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Palazzo Lanfranchi più di 180 preziose opere, documenti e oggetti rari racconteranno un’altra storia dell’arte europea, muovendo dalle Fiandre alla Spagna, dalla Provenza a Venezia e all’Oriente, per poi giungere alla sorprendente koinè dell’Italia del Sud.

Da prestigiosi musei italiani e internazionali, così come dalle realtà del Meridione meno frequentate, arriveranno capolavori di pittura e scultura, arazzi, gioielli, incisioni, libri antichi, ma anche mappamondi, carte geografiche e strumenti di navigazione, testimoni di vicende di contatto e confronto culturale. A presentarli sotto una nuova luce sarà un allestimento interdisciplinare arricchito da contributi illustri come quelli dello storico britannico David Abulafia.

 

LA POETICA DEI NUMERI PRIMI
Antiquarium delle Tavole Palatine e i Musei Archeologici di Metaponto e Policoro

Dal 21 giugno al 31 ottobre 2019

Arte e storia incontrano la matematica. Curato da Piergiorgio Odifreddi e realizzato in collaborazione con l’Istituto di Nanotecnologia del CNR, l’itinerario spazia dalla Magna Grecia alla civiltà degli algoritmi, evidenziando lungo sei sezioni come le idee, l’arte, le nostre stesse relazioni con il mondo siano fortemente legate al modo di contare, pesare e misurare.

Le opere di artisti come Escher e Nespolo incrociano le esperienze di scienziati geniali, mentre laboratori e spettacoli matematici avvicineranno il grande pubblico a un universo tanto affascinante da sembrare magico.

 

BLIND SENSORIUM. IL PARADOSSO DELL’ANTROPOCENE
Antiquarium delle Tavole Palatine e i Musei Archeologici di Metaponto e Policoro

Dal 6 settembre 2019

Le ricerche che il fotografo, artista e filmaker Armin Linke ha intrapreso nel 2013 a Berlino e approfondito nel tempo, fino agli ultimissimi contributi raccolti a Matera e in tutta Basilicata. Al centro del suo lavoro, le conseguenze dei cambiamenti climatici riconducibili all’uomo, che hanno dato vita a un acceso dibattito sull’inizio di una nuova era geologica: l’Antropocene.

Proiezioni, immagini, interviste, analisi territoriali e indagini sul campo ripercorreranno come in un archivio vivo, che si rigenera di continuo, la storia di un fenomeno di scottante attualità, mettendo in luce le continuità tra la vita primitiva sviluppatasi all’ombra dei Sassi e i dati che emergono oggi dall’osservazione scientifica del pianeta.

Cinque percorsi tematici

Per orientarsi nel vasto panorama di Matera 2019 sono state individuate cinque macro aree. Ognuna di esse si sofferma su particolari aspetti di quella che è una tra le città più antiche del mondo, i cui primi insediamenti  risalgono a circa 10.000 anni fa.

 

FUTURO REMOTO

Una riflessione sul rapporto millenario dell’umanità con lo spazio e le stelle. Un rapporto che, ripercorrendo i passi di uno dei residenti più illustri della regione, Pitagora, esplora l’antica bellezza universale della matematica; al tempo stesso, vengono analizzate le infinite possibilità di dialogo tra uomo e natura, ambientando concerti e percorsi di visita in luoghi di suggestione spirituale (come le chiese rupestri) o cosmologica (come il Centro di Geodesia Spaziale). Pratiche antichissime e nuovi modelli di vita saranno offerti in prova, ipotizzando scenari di sviluppo per i prossimi decenni.

 

CONTINUITÀ E ROTTURE

L’indissolubile legame tra ieri e oggi, tra la Matera moderna e quella antica: tra l’etichetta di “vergogna nazionale” affibbiata ai Sassi nel dopoguerra – e impressa per sempre nelle vite di migliaia di sfollati – e l’assegnazione del più prestigioso riconoscimento UNESCO. Attraverso la creatività si guarda con occhi nuovi ai paradossi e alle diseguaglianze del presente.

Palazzo Lanfranchi, Matera

 

RIFLESSIONI  E CONNESSIONI

Si parte dal motto latino festina lente (affrettati lentamente) per riscoprire il valore del tempo e della lentezza, per prendere le distanze dall’egemonia del presente immediato e per fare un passo indietro rispetto al ritmo accelerato che scandisce la vita del XXI secolo. Il programma culturale intende inoltre provare che l’arte, la scienza e la pratica diffusa della cittadinanza culturale possono rappresentare in tutta Europa gli elementi catalizzatori di un nuovo, rivoluzionario modello di comunità.

 

UTOPIE E DISTOPIE

Una sfida ai più radicati preconcetti, un invito a un cambiamento di mentalità profondo per uscire dal fatalismo che troppo spesso ha bloccato il rinnovamento del Sud Italia.  Attraverso una serie di giochi e sport urbani e rurali, Matera verrà trasformata in un terreno su cui immaginare alternative possibili a realtà che diamo per scontate.

Piazza Duomo, Matera

 

RADICI E PERCORSI

La sezione esplora la cultura della mobilità. Il movimento è radicato nella storia quotidiana di Matera sin dalla tradizione della “transumanza”, che ogni anno vede le mandrie di bestiame attraversare la Murgia. La mobilità è la linfa vitale della regione: dalla Magna Grecia a Roma, o all’epoca dei Bizantini e dei Longobardi, Arabi, Svevi o Angioini, la Basilicata ha sempre rappresentato uno spazio di incontro e convergenza. Di recente, al pari di molte altre regioni rurali d’Europa, Matera ha dovuto affrontare ingenti diaspore migratorie. In tempi molto vicini a noi, vi è però il felice ritorno di una generazione di giovanissimi attratti dai valori della cultura meridionale.

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