Amo Bologna; per i falli, gli errori, gli spropositi della gioventù che qui lietamente commisi e dei quali non so pentirmi. L'amo per gli amori e i dolori, dei quali essa, la nobile città, mi serba i ricordi nelle sue contrade, mi serba la religione nella sua Certosa. Ma più l'amo perché è bella
Giosuè Carducci

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l'Italia di Amandatour

La città delle torri

È conosciuta come La Dotta (è sede dell’università più antica d’Europa, la cui fondazione è stabilita nel 1088), La Turrita (per l’elevato numero di torri costruite nel periodo medievale, di cui oggi solo 24 sono ancora intatte), La Grassa (per la cucina ipercalorica dove abbondano burro, strutto e grassi di ogni ordine e tipo), La Porticata (oltre 38 km nel solo centro storico) e La Rossa (per il colore dei mattoni degli edifici del centro storico, anche se spesso l’aggettivo è stato riferito al pensiero politico predominante nella cittadinanza).

È Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna, il cui territorio risulta abitato fin dal terzo millennio a.C. ma è solo nel 189 a.C. che i Romani fondarono in questa zona una colonia a cui diedero il nome di Bononia.

I portici che circondano Piazza Santo Stefano, Bologna

 

Due torri, entrambe pendenti, sono i monumenti simbolo della città: la Torre degli Asinelli (alta oltre 97 metri è la torre pendente più alta d’Italia) e la Torre della Garisenda (in origine alta 60 metri, ora ne misura 48) edificate per volere di nobili ghibellini nel XII secolo. La più pendente delle due, la Garisenda, viene citata da Dante Alighieri nella “Divina Commedia” (Inferno, XXXI, 136-139)

‹‹Qual pare a riguardar la Carisenda
Sotto il chinato, quando un nuvol vada
Sovr’essa sì, ch’ell’a l’incontro penda››

Bologna è anche la città dei portici: oltre 38 km nel solo centro storico. Li si trova in quasi tutte le vie del centro e la loro origine è in parte da attribuirsi alla forte espansione che la città ebbe nel tardo Medioevo.

Arcate tipiche medievali dei portici di Bologna

 

La fama internazionale della cucina bolognese risale al Medioevo, quando le potenti famiglie signorili impiegavano presso le loro corti i cuochi più celebrati del tempo. La tradizione gastronomica di Bologna ha legami molto stretti con la presenza dell’università: la mescolanza di numerosi studenti e professori di nazionalità diverse ha arricchito la cultura gastronomica di tradizioni e alimenti provenienti da tutto il mondo.

La cucina bolognese si contraddistingue per l’abbondante uso di carne, in particolare maiale, di pasta all’uovo e di grassi animali per insaporire, condire e friggere. Abbonda anche l’uso di latticini, soprattutto burro, formaggi molli e Parmigiano Reggiano, tipico della zona. Le numerose ricette di origine bolognese, diffuse in tutto il mondo come eccellenze della cucina italiana, e la proliferazione nel territorio bolognese di attività commerciali legate al cibo, hanno portato spesso a considerare Bologna la “Città del cibo” per eccellenza.

Fra i prodotti tipici della cucina bolognese troviamo: tagliatelle, tortellini, ragù, lasagne verdi, passatelli, mortadella, crescente, pinza e chi più ne ha più ne metta.

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