Il Museo Egizio di Torino, forte della sua fama consolidata e del maestoso rinnovamento inaugurato quattro anni fa, si prepara a sostenere il progetto di ammodernamento del Museo Egizio del Cairo per supportare la candidatura del sito a Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

L’ingresso del Museo Egizio di Torino

 

Nuove modalità di fruizione, digitalizzazione degli archivi, aree espositive ridisegnate, programmi di ricerca potenziati e valorizzazione dei legami con importanti monumenti del territorio: sono solo alcuni degli interventi necessari per rendere il Museo Egizio del Cairo pronto al riconoscimento Unesco.

Sostenuto dall’Unione Europea con 3,1 milioni di euro, il progetto vede coinvolte le più importanti istituzioni europee del settore. Oltre ai nostri Museo Egizio di Torino e Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA), partecipano anche il Louvre e l’Istituto Francese di Archeologia Orientale di Parigi, il British Museum di Londra, l’Ägyptisches Museum und Papyrussamlung e il BBR di Berlino e il Rijksmuseum van Oudheden di Leida.

Il Museo Egizio del Cairo

 

“È per noi tutti un grande privilegio intervenire su quello che per ogni egittologo rappresenta la madre’ di tutti i musei, la culla dell’egittologia, il museo in cui è possibile trovare le più importanti collezioni del mondo” spiega il direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco “Si tratta di un progetto di altissimo valore scientifico e culturale, che offre alle principali collezioni egittologiche europee l’opportunità di operare in un’ottica di piena collaborazione, fianco a fianco con i colleghi egiziani, in un processo di reciproco arricchimento che porterà grandi benefici alla nostra attività.

Dall’unione di prestigiosi musei europei prende forma quello che mi piace definire una sorta di ‘museo impossibile’, frutto del bagaglio intangibile che ciascuno di noi porta con sé. Per la prima volta infatti viene messo in totale condivisione il sapere delle rispettive collezioni, in un dialogo finalizzato a consacrare il museo di Piazza Tahrir quale fulcro dell’egittologia mondiale”.