Tra le tante botteghe e i tanti laboratori artigianali fiorentini spiccano le incantevoli rilegatorie di libri, dove maestri del settore confezionano piccoli capolavori fatti interamente a mano. A impreziosire questi manufatti contribuisce la decorazione della carta, anch’essa manuale, che trova la sua massima espressione nella carta marmorizzata.

La tecnica della marmorizzazione della carta ha origine in Cina nell’VIII secolo. In Europa arrivò alla fine del Cinquecento grazie ai traffici dei mercanti che crearono una cerniera fra le culture.

La carta fiorentina è realizzata a partire da colori a base di fiele di bue, che con l’ausilio di pennelli vengono gocciolati su un liquido gelatinoso: si tratta di un bagno ottenuto facendo bollire un lichene marino, che permette al colore di galleggiare, impedendogli di sprofondare e dissolversi.

Carta marmorizzata

 

Una volta picchiettato sulla superficie e diffusosi a macchia, il colore viene lavorato con dei bastoncini di legno, così da dare forma al disegno. Per creare un effetto mosso e ondulato, si utilizza un pettine, uno strumento con cui si ottengono motivi a onde, a conchiglia, a ventaglio, a pavone o a foglia, tipici dello stile fiorentino.

Con gesti attenti e delicati l’artigiano applica il foglio, così da posizionarlo sulla superficie del bagno: in questo modo i colori aderiscono alla carta, sulla quale si trasferisce l’intera decorazione. Il foglio viene quindi rimosso prudentemente: viene fatto scivolare lungo la superficie o sotto una stecca, per non far gocciolare il colore. A completamento dell’operazione, la carta marmorizzata viene lasciata ad asciugare.

È grazie alla complessità della procedura e alla manualità che essa richiede che la tecnica della decorazione a bagno garantisce l’unicità degli esemplari.

Carta marmorizzata con motivo a pavone, tipico fiorentino